Scuola per la Formazione Professionale e centro di Psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Disturbi del comportamento alimentare

All’interno di questa categoria diagnostica fanno parte comportamenti compulsivi accomunati da un desiderio incontrollato che induce le persone ad un consumo di cibo disfunzionale al punto da compromettere la salute e le relazioni sociali. Le abbuffate, cosi come la restrizione di cibo e i meccanismi di compenso possono ritenersi delle strategie disfunzionali ovvero tentativi di regolazione delle esperienze difficili e stressanti. Tra questi disturbi inseriti nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V) distinguiamo:

  • PICA: ingestione persistente di sostanze non commestibili (carta, sapone, stoffa, metalli, vernici, carbone, ecc.) per almeno 1 mese. Spesso si associa ad autismo e disabilità intellettive.
  • DISTURBO EVITANTE/RESTRITTIVO DELL’ASSUNZIONE DI CIBO definito come “rifiuto cronico del cibo” comporta una perdita ponderale significativa e deficit nutrizionale, tale da richiedere il ricorso a supplementi nutrizionali.
  • ANORESSIA NERVOSA può presentarsi con restrizione di cibo senza abbuffate (anoressia di tipo restrittivo), con abbuffate seguite da condotte di eliminazione quali il vomito autoindotto o l’uso improprio di lassativi, enteroclismi e diuretici, dismorfofobia (anoressia di tipo bulimico). Le persone affette da anoressia sono perlopiù donne adolescenti sottopeso ciò nonostante hanno paura di ingrassare e si percepiscono grasse.
  • BULIMIA NERVOSA termine proposto da Gerald Russel nel 1979, per definire questo disturbo caratterizzato da frequenti episodi di abbuffate (almeno una volta alla settimana per almeno tre mesi), su base emotiva. Le abbuffate avvengono in solitudine e sono accompagnate dalla sensazione di perdere il controllo ed infine seguite da condotte compensatorie quali il vomito autoindotto, attività fisica eccessiva. L’autostima è strettamente dipendente dalla loro forma fisica, rispetto all’anoressia nervosa il peso è normale o superiore alla norma.
  • BINGE-EATING è stato proposto da Spitzer et al. nel 1991, per delineare episodi di alimentazione incontrollata e problemi a gestire l’impulso a mangiare su base emotiva. Le persone affette da BED provano marcato disagio e persino disgusto verso se stessi dopo aver effettuato tali abbuffate. 
  • Il BED si differenzia dalla bulimia per l’assenza di condotte eliminatorie, può associarsi all’obesità.
  • Il trattamento prevede un programma cognitivo comportamentale integrato con la Mindfulness in casi più difficili è previsto un trattamento intensivo residenziale presso il centro la Castaldina in Pettorano sul Gizio (AQ).